Gestire Cultura

Premi letterari: come organizzarli, come renderli efficaci, cosa fare, quanto investire

Creare un premio letterario è un modo efficace di legare il proprio nome a quella che è la risorsa più importante delle nostre imprese italiane: la cultura.

Si pensi alla ditta Alberti di Benevento, produttrice del liquore Strega e promotrice del premio omonimo; oppure a Confindustria Veneto, che sin dagli anni ’60 ha voluto supportare il panorama letterario italiano creando il Premio Campiello.

Quelli offerti sono solo due esempi di come l’imprenditoria possa rinnovarsi e trovare nuova linfa attraverso operazioni culturali. Il loro successo e la loro longevità dimostrano che gli investimenti in cultura, se ben fatti, sono vincenti.

I premi letterari consentono infatti di creare relazioni profonde e significative con vari attori. In primo luogo, col pubblico dei lettori, che guarda ai premi come ad una fonte autorevole, capace di indicare quali opere, tra le tante pubblicate, valga la pena leggere. Poi con gli stessi scrittori e con tutto il mondo che ruota intorno alla realtà dell’editoria; ed in-fine con il territorio, che – se adeguatamente coinvolto – supporta l’ente promotore e cresce insieme ad esso.

Questa guida si propone di illustrare a chi volesse promuovere la cultura – e promuoversi attraverso di essa – quali sono i passaggi essenziali per creare e gestire un premio letterario di successo.

Ci vorrà del tempo perché un premio di recente istituzione raggiunga i livelli di popolarità dei premi prima citati. Ma quando è sostenuto da valori forti e da una altrettanto forte programmazione, quando può contare sull’apporto di figure professionalmente competenti e su una salda rete di relazioni con il territorio, anche un premio “giovane” può diventare il punto di riferimento di specifiche realtà territoriali o professionali e costituire un efficace strumento di valorizzazione dell’ente promotore.

Il ruolo dell’esperto nella creazione di un concorso letterario

I concorsi letterari (il termine “concorso” è utilizzato qui come sinonimo di “premio”) non sono rigidamente regolati dalla legge. Il fondatore o i fondatori possono dunque rifarsi ad una certa varietà di formule, e molto dipenderà anche dalla tipologia di concorso che viene presa in esame. Un premio rivolto a opere inedite, ad esempio, seguirà un iter di-verso rispetto ad un premio che prende in esame opere già pubblicate, perché diversi saranno il target, le modalità di selezione delle opere e il rapporto con autori ed editori.

Quelle che verranno esposte sono dunque indicazioni generali utili a fornire un quadro d’insieme a chi voglia affacciarsi a questa realtà. Nel compilare questa guida si è cercato di tenere conto non solo dei passaggi organizzativi necessari per mettere in piedi il con-corso, ma anche delle best practice che ne assicurano l’autorevolezza e la credibilità – e dunque, in ultima istanza, il successo.

Un primo passaggio, preliminare rispetto a tutti quelli che verranno di seguito illustrati, riguarda la scelta della personalità giuridica da attribuire, eventualmente, all’ente promotore. L’esperienza dei premi letterari italiani dimostra come – sotto il profilo formale – il ruolo di fondatore sia di solito ricoperto da una persona giuridica (le formule più ricorrenti sono l’associazione e la fondazione).

Trattandosi di un passaggio da compiere con l’assistenza di un professionista del settore legale, non verrà approfondito in questa guida. Lo si menziona solo per ragioni di completezza: l’obiettivo è informare eventuali fondatori di un elemento che, pur ponendosi a monte dell’organizzazione in senso stretto, potrebbe influenzarne le tempistiche.

Per ciò che riguarda il profilo più squisitamente tecnico e organizzativo, il primo passo che i fondatori sono chiamati a compiere riguarda la definizione di tre elementi essenziali: l’identità del concorso, il budget e la stesura del regolamento.

Si tratta di un passaggio la cui importanza non può essere sottovalutata, perché dalla definizione di questi elementi dipende la buona riuscita dell’iniziativa. È pertanto preferibile che i fondatori si facciano assistere da uno specialista del settore, che abbia esperienza specifica nella gestione di premi letterari.

Ciò per un semplice motivo: chi conosce il mondo dei premi letterari ha avuto modo di sperimentare quali soluzioni funzionino e quali no. Sfruttarne l’expertise permetterà dunque ai fondatori di scegliere sin da subito le soluzioni vincenti e di evitare che l’inesperienza porti a fare errori strategici, con il rischio di compromettere la credibilità dell’iniziativa o addirittura quella dello stesso ente promotore.

PADOVA 23 MAGGIO 2009 � MICHELA GOBBI FOTO SELEZIONE CINQUINA PREMIO CAMPIELLO SALA DEI GIGANTI

L’importanza dell’identità del premio letterario

Una volta scelto l’esperto di concorsi letterari con cui collaborare, i fondatori si confronteranno con lui allo scopo di mettere a fuoco l’identità del concorso.

Chi al giorno d’oggi decide di dar vita ad un premio letterario non può puntare sull’effetto novità. I concorsi letterari sono tanti. A fare la differenza sono dunque la credibilità e l’autorevolezza del progetto. E per assicurare al proprio premio autorevolezza e credibilità è necessario definire i valori che sorreggono l’iniziativa nonché gli obiettivi che essa in-tende perseguire.

Mettere in chiaro sin da subito gli obiettivi strategici fa sì che le singole scelte che accompagnano l’organizzazione e la gestione del concorso non siano casuali. Al contrario, esse rispecchieranno e rafforzeranno l’identità del premio, e l’intera iniziativa ne guadagnerà in incisività e coerenza.

Al contrario, quando questa operazione di messa a fuoco manca, si corre il rischio di la-sciarsi guidare dalle circostanze. In altre parole, si rischia di scegliere ciò che è semplice o alla moda invece di ciò che è coerente con gli obiettivi dei promotori prima e del con-corso poi, commettendo così un grave errore sia a livello di strategia che di comunicazione.

Un concorso ha successo, riesce ad attirare interesse e si imprime nell’immaginario collettivo nella misura in cui le decisioni strategiche – dall’individuazione dei partecipanti a quella degli organi tecnici, dalla comunicazione alla scelta della location per la premiazione – sono coerenti con l’identità che esso si è dato. La coerenza è una condizione essenziale per ottenere la fiducia dei propri interlocutori.

Non solo: avere una forte identità consente di porre in essere una comunicazione efficace. Quando si è portatori di un messaggio definito e riconoscibile, diventa più facile farsi conoscere e riconoscere, e soprattutto far comprendere e apprezzare i propri valori.

Quanto detto finora può apparire scontato. Eppure, nella pratica mettere a fuoco la propria identità si rivela meno agevole del previsto. Chi sceglie di dar vita ad un concorso persegue un obiettivo a lungo termine, che può essere valorizzare il proprio territorio, o promuovere la propria azienda e categoria professionale, oppure ancora onorare la memoria di una persona cara; ma non avendo esperienza specifica nel mondo dei con-corsi può stentare a tradurre questi desideri in obiettivi concreti.

Lo specialista ha quindi il compito di “guidare” i fondatori alla scoperta dei loro punti di forza: grazie alla sua esperienza, permette loro di trasformare i desideri astratti in obietti-vi concreti, e di fare scelte strategiche in linea con l’identità del premio.

Definire il budget del premio letterario

Lo step successivo consiste nella determinazione del budget, profilo strettamente legato alla definizione degli obiettivi e alla dimensione che si è scelto di dare al concorso letterario.

Una volta definita l’identità del concorso, lo specialista si confronterà con i fondatori al fine di aiutarli a capire se e in quale misura il budget sia in linea con le loro aspettative e con gli obiettivi del premio. Attraverso questo dialogo, i fondatori potranno avere un quadro quanto più possibile preciso di quali siano le voci da inserire nel budget. Grazie alla sua esperienza nel settore, lo specialista potrà altresì assistere i fondatori nell’individuazione dei canali di fundraising e suggerire le soluzioni più coerenti con l’identità del premio.

In questa sede non è possibile né opportuno parlare di cifre. Esse dipendono dalle scelte strategiche che si intende operare, nonché dal tipo stesso di concorso che viene in esame: un concorso pensato per esistere esclusivamente online, ad esempio, richiederà un budget diverso da un concorso che prevede anche eventi in presenza.

Ci si limiterà pertanto a offrire un quadro generale di quelle che potrebbero essere le voci di spesa, con l’avvertenza che concorsi diversi possono rifarsi a modelli diversi.

Il primo luogo, il budget dovrà tener conto del premio da attribuire al vincitore (ed eventualmente ai finalisti).
È importante precisare un dato: gli scrittori non si avvicinano a un premio solo per ragioni economiche. La serietà ed il prestigio dell’iniziativa, la possibilità di far conoscere la propria opera e di sottoporla al giudizio di una giuria autorevole sono elementi altrettanto importanti, da cui un concorso di valore non può prescindere. Tuttavia l’offerta di un premio capace di fare la differenza per chi lo riceve costituisce un quid pluris agli occhi dei concorrenti e offre un’ulteriore prova della serietà dell’ente fondatore.

Altre voci che il budget dovrà includere sono quelle legate alla alla gestione del premio, all’organizzazione e alla comunicazione (si pensi alla retribuzione della segreteria organizzativa o dell’ufficio stampa)..

Il regolamento del premio letterario

Una volta messi a fuoco gli obiettivi e stabilito il budget, il passo successivo è quello di predisporre il regolamento del premio.

Il regolamento è al tempo stesso il cuore e lo scheletro di un concorso letterario. Grazie a questo strumento, i fondatori individuano e definiscono le caratteristiche che il concorso deve avere, e fissano le regole che sovrintenderanno a tutto il successivo svolgimento.

Tra gli aspetti principali disciplinati dal regolamento si possono menzionare:

• I requisiti necessari per la partecipazione al concorso.
Nel regolamento deve essere esplicitato se il premio è aperto a tutti o solo a una particolare categoria di autori (ad esempio, esordienti, giovani al di sotto di una certa soglia d’età, persone provenienti da una determinata realtà geografica o iscritti a ordini professionali).
In esso vanno anche precisate le caratteristiche delle opere ammesse a concorrere (cioè se si tratti di opere edite o inedite, di narrativa, poesia o saggistica, di romanzi o racconti, se vi sia un limite massimo o minimo di battute o pagine che le opere devono rispettare, eccetera).

• L’individuazione e la composizione degli organi tecnici.
Fondamentale è l’indicazione degli organi tecnici chiamati a valutare le opere in concorso sotto il profilo dell’ammissibilità e, soprattutto, del valore letterario delle stesse. Dal regolamento devono risultare il numero e il ruolo degli organi tecnici, le caratteristiche personali e professionali degli individui chiamati a comporli, le eventuali incompatibilità a cui essi sono sottoposti, la durata delle cariche e la possibilità di rinnovo delle stesse.

• Le modalità di votazione.

• La tipologia ed entità del premio.

Nell’operare le scelte predette i fondatori godono di ampia libertà. È essenziale, tuttavia, che essi tengano in conto tre parametri.
Il primo, più volte menzionato, ha a che fare con l’identità del concorso: il regolamento deve tradurre in regole i valori che sono alla base dell’operazione. Qualora il premio sia stato creato da una fondazione, il regolamento dovrà altresì armonizzarmi con lo statuto di quest’ultima, in modo da garantire la massima credibilità.
Il secondo è la trasparenza. Le scelte in materia di composizione della giuria e modalità della votazione, in particolare, vanno operate in modo tale da garantire la terzietà e l’imparzialità degli organi giudicanti, così da trasmettere affidabilità e fiducia a coloro che entreranno in contatto con il premio.
Il terzo parametro è l’esaustività. In un concorso che ambisca a essere serio l’improvvisazione non può trovare spazio: gli elementi essenziali devono essere tutti già presenti nel regolamento.

È fondamentale mettere cura e attenzione nella redazione del regolamento, perché esso è ciò che dà la misura della serietà di un premio letterario. Un regolamento esaustivo e dettagliato, che preveda procedure trasparenti e che sia stato scritto avendo ben chiara l’identità del premio, è la prima caratteristica di un concorso autorevole e, dunque, di successo.
Al contrario, un regolamento mal fatto può portare il premio alla paralisi organizzativa o quantomeno condizionarne in negativo la credibilità.

È consigliabile che il regolamento venga redatto da un esperto in concorsi letterari. Chi ha alle spalle un’esperienza specifica comprende quali siano i profili da disciplinare e può scrivere il regolamento tenendo conto delle best practice in materia.
Non è necessario che l’estensore sia un notaio o un altro professionista del settore lega-le. Sarà cura dell’esperto, se lo ritiene opportuno, sottoporre il regolamento al giudizio di un giurista in modo da assicurarne la conformità con le disposizioni legislative.

Padova 07 giugno 2008 foto �Michela Gobbi Selezione cinquina Premio Campiello

Il comitato di gestione

Una volta messi a fuoco gli obiettivi del concorso e redatto il regolamento, il compito di rendere operativo quest’ultimo viene demandato a un organo collegiale che prende il nome di “comitato di gestione”.

Il comitato di gestione non è un organo tecnico: esso non è coinvolto nella valutazione delle opere. Il suo compito è quello di dar vita al concorso implementando quanto previ-sto dal regolamento.
È il comitato di gestione, in accordo col fondatore e nel rispetto dei requisiti previsti dal regolamento, a individuare i membri degli organi tecnici, a entrare in contatto con loro, a inviare loro il regolamento, a precisare le condizioni di impegno e a comunicare le modalità di riunione.
È il comitato di gestione a organizzazione le risorse ed entrare in contatto coi potenziali sponsor e sponsor tecnici, precedentemente individuati dal fondatore e dall’esperto di concorsi letterari.
È il comitato di gestione a scrivere il bando del concorso e a definire le tempistiche che esso deve rispettare.
Ed è ancora il comitato di gestione a curare gli aspetti relativi alla promozione del premio e a tenere i contatti con i partner, coadiuvato, in questo come negli altri compiti, dai fon-datori.

Va infatti precisato un dato. Il comitato di gestione è un organo indipendente, sia nei rap-porti con gli organi tecnici (anzi: trasparenza impone che vi sia incompatibilità tra tali cariche), che in quelli con il fondatore. Tuttavia, esso opera a stretto contatto con quest’ultimo, e condivide con lui le scelte strategiche.

Il comitato di gestione può essere composto da un numero variabile di membri: come abbiamo già detto ad altro proposito, non c’è una regola fissa in materia, e molto dipende dagli obiettivi del premio e dal budget a disposizione. Indicativamente, un comitato di gestione può svolgere egregiamente il suo compito anche quando è formato da tre persone, purché di provata competenza. È comunque buona prassi che i membri siano il numero dispari: ciò rende più semplice prendere decisioni a maggioranza, snellendo il processo decisionale.

Per quanto riguarda gli aspetti più strettamente amministrativi, il comitato di gestione si avvarrà dell’aiuto di una segreteria organizzativa.

L’individuazione degli organi tecnici. Il comitato tecnico.

Volendo definire in modo molto generale gli organi tecnici, si può dire che essi sono gli organi incaricati di valutare le opere in concorso.

Non essendovi un obbligo di legge che ne regoli il numero o la composizione, la scelta spetta ai fondatori. Essi decideranno, dopo essersi consultati con l’esperto, sulla base degli obiettivi e della dimensione del concorso. Una volta operata la scelta, essa verrà messa per iscritto nel regolamento.

In linea di massima, un concorso letterario prevede la presenza dei seguenti organi tecnici:
• un organo incaricato di valutare l’ammissibilità delle opere.
• un organo a cui spetti una prima valutazione nel merito.
• un organo competente a eleggere il vincitore.

Nella prassi, i suddetti organi prendono nomi diversi a seconda del singolo concorso, ed è per tale motivo che si è scelto di indicarli facendo riferimento ai loro compiti.

Comunemente il primo organo a cui si è fatto riferimento – quello cioè incaricato di valutare l’ammissibilità delle opere – prende il nome di “comitato tecnico”.
Il giudizio del comitato tecnico non è un giudizio di merito: esso non va a stabilire il valo-re letterario delle opere in concorso. Il suo compito, come detto, è solo quello di verificare che esse rispettino i requisiti formali e sostanziali previsti dal regolamento. È il comitato tecnico, per fare un esempio, a stabilire se un’opera rientri nel campo della narrativa o in quello della saggistica, con tutto ciò che ne consegue in termini di partecipazione.

Quando le dimensioni del concorso sono particolarmente contenute e la rispondenza ai requisiti è facilmente verificabile (ad esempio, si deve valutare esclusivamente il rispetto di requisiti formali, quali il limite di battute o l’età dell’autore), il ruolo in esame può esse-re ricoperto dalla segreteria organizzativa che assiste il comitato di gestione.
In tutti gli altri casi, e in particolare quando il giudizio di ammissibilità richiede un’expertise specifica, è bene prevedere un organo ad hoc e stabilire che ne facciamo parte soggetti portatori di una specifica competenza nel settore. Anche in questo caso, l’esperto in concorsi letterari può mettere la sua esperienza al servizio del fondatore, così che la questione venga risolta già al momento di stendere il regolamento e non sia necessario improvvisare in corso d’opera.

PADOVA 23 MAGGIO 2009 � MICHELA GOBBI FOTO SELEZIONE CINQUINA PREMIO CAMPIELLO SALA DEI GIGANTI

Il comitato di selezione e la giuria: cosa fanno

La valutazione nel merito è appannaggio degli altri due organi menzionati: l’organo incaricato di individuare i finalisti – che indicheremo con il nome di “comitato di selezione”– e l’organo competente ad eleggere il vincitore, vale a dire la “giuria”.

Il modello appena descritto – e cioè un modello basato su un doppio livello di valutazione – non è l’unico possibile. Il regolamento può anche prevedere (e alcuni concorsi, soprattutto se di piccole dimensioni, lo prevedono) un unico livello di giudizio. In questo caso, la giuria individuerà il vincitore tra tutte le opere in concorso, senza che vi siano interventi di “scrematura”.

Di nuovo, si tratta di una scelta che spetta al fondatore. Tuttavia, dove il budget lo per-metta, è senza dubbio preferibile prevedere il doppio livello di valutazione.

In primo luogo, il fatto che la valutazione sia effettuata in momenti diversi e da organi diversi, assicura una maggiore autorevolezza al concorso. Non è un caso che importanti premi letterali italiani prevedano il doppio livello di valutazione e lo affidino a organi distinti: di nuovo, citiamo il Premio Campiello, il cui regolamento prevede che un organo denominato “Giuria dei Letterati” individui i cinque finalisti, tra i quali la “Giuria dei Lettori” sceglierà il titolo vincitore.

A ciò si deve aggiungere che il doppio livello di valutazione semplifica il processo decisionale. La giuria si trova a dover leggere e valutare un numero ridotto di opere, e non le decine, addirittura centinaia che sono pervenute alla segreteria del concorso: con la conseguenza, facilmente intuibile, che i giurati potranno dedicare più tempo ai singoli libri finalisti, confrontandone la trama e lo stile con un’attenzione inesigibile da chi deve valutare moltissime opere in tempi ristretti.

Come scegliere i giurati di un premio letterario

Non vi sono regole rigide in materia di scelta dei giurati (termine usato qui in senso ampio, per riferirsi a tutti coloro che sono chiamati a giudicare il merito delle opere in con-corso). Vi sono semmai scelte che contribuiscono a rafforzare il concorso, in quanto tra-smettono serietà e trasparenza.

Gli organi tecnici vanno pensati e individuati con l’obiettivo di garantire autorevolezza, competenza ed imparzialità. Una giuria è autorevole, stimata sia dagli scrittori che dai lettori, è essenziale per la buona riuscita di un concorso letterario.

Nel determinare autorevolezza e competenza, il primo dato a cui fare riferimento è l’esperienza specifica che la persona può offrire. Chi conosce i libri – perché li scrive o li legge, o perché partecipa in altro modo al processo editoriale – saprà anche riconoscere il valore delle opere in concorso.

Tuttavia, non è necessario che le giurie siano composte esclusivamente da letterati. Qualora il fondatore e il comitato di gestione lo ritengano coerente con l’identità del con-corso, aprire a esponenti di altri settori della cultura o dell’economia può essere dunque una scelta vincente, che contribuisce a far circolare nuove idee e visioni e a rendere accessibile la cultura.

Ciò che è più importante è che la scelta dei giurati prima e quella delle opere poi segua regole ben definire e non trasmetta un’idea di improvvisazione. Elementi quali le modalità di voto, il peso da dare al voto del Presidente di Giuria, il regime da seguire in caso di ex aequo – per citarne solo alcuni – non possono essere decisi in corso d’opera, ma devono risultare chiaramente dal regolamento.

PADOVA 22 MAGGIO 2010 ©FOTO MICHELA GOBBISELEZIONE CINQUINA PREMIO LETTERARIO CAMPIELLO 2010AULA MAGNA BO

Il bando del premio letterario: requisiti essenziali

Una volta individuati gli organi tecnici e definite le tempistiche, il comitato di gestione redige il bando del concorso letterario, la cui pubblicazione è a cura della segreteria organizzativa.

Alcuni concorsi pubblicano il loro bando indicandolo come “regolamento”. È bene precisare che si tratta di due documenti sì strettamente collegati, ma diversi. Il bando integra le previsioni del regolamento, precisando quegli elementi che non possono essere decisi una volta per tutte (ad esempio, le date).

Nonostante la grande varietà di modelli che caratterizza i concorsi letterari, vi sono aspetti che il bando deve sempre disciplinare.

In primo luogo, esso ribadisce, in coerenza con quanto previsto dal regolamento, quali opere o quali categorie di autori possono concorrere al premio. Qualora il regolamento le preveda, il bando specificherà eventuali incompatibilità (ad esempio, può essere di-sposto che coloro i quali hanno già vinto quel particolare premio non possano concorre-re nuovamente).

Compito del bando è anche indicare le tempistiche e le modalità della partecipazione: ciò sia nell’ipotesi in cui gli stessi autori sono chiamati a presentare le opere, che quando la segnalazione viene effettuata dagli organi tecnici (come avviene nel caso di importanti concorsi letterari italiani, quali il Premio Campiello e il Premio Strega).
Altre tempistiche che devono risultare dal bando sono quelle relative all’individuazione dei finalisti (se prevista) e alla premiazione. A meno che non si tratti di un concorso online, il bando indica inoltre il luogo in cui si svolgerà la premiazione.

Fondamentale è che il bando contenga i nominativi di coloro che siederanno negli organi tecnici: i partecipanti devono infatti sapere da chi verrà valutata la loro opera. Qualora uno degli organi di valutazione sia anonimo – si pensi alla Giuria dei Lettori del Premio Campiello – il bando deve indicare i criteri in forza dei quali vengono individuati i giurati.

In ultimo, il bando deve specificare la natura e l’entità del premio che verrà assegnato, e gli obblighi a cui gli scrittori accettano di sottoporsi partecipando al concorso (ad esempio, l’obbligo di presenziare alla premiazione o ad altri eventi collaterali).

Far conoscere il premio: promozione e comunicazione

Un premio di successo è un premio che riesce a sollevare interesse e a coinvolgere scrittori e lettori. Per ottenere questo risultato, è importante che la promozione e la comunicazione siano mirate ed efficaci.

Molto importante, lo si è già detto, è la costruzione di un rapporto col territorio. Far sì che il premio sia visto come una risorsa per la realtà che gli fa da sfondo consente di partire sin da subito col piede giusto, e di instaurare relazioni che dureranno nel tempo. Si tratta di un aspetto che – di nuovo – non può essere improvvisato, ma va strategicamente definito già nelle prime fasi di ideazione del concorso, confrontandosi con l’esperto. L’obiettivo è quello di far sì che, nel momento in cui il bando viene pubblicato, esistano già le condizioni perché il pubblico lo recepisca con favore.

Su questa base si innesta poi il lavoro degli esperti della comunicazione, che fanno conoscere l’iniziativa utilizzando sia i canali tradizionali che quelli digitali. Una comunicazione efficace non deve indirizzarsi solo agli addetti ai lavori: anche nel caso di premi di nicchia – e a maggior ragione quando questa vocazione settoriale manca – è preferibile coinvolgere un pubblico quando più ampio possibile.

In questo senso le librerie costituiscono un importante canale di promozione. Organizzare incontri presso le librerie permette agli scrittori di far conoscere le loro opere (elemento che, come abbiamo detto, accresce di molto l’appeal di un concorso letterario), crea interesse nel pubblico e consente ai fondatori del premio di comunicare al meglio i valori che l’iniziativa persegue.

Per ciò che riguarda la ripartizione dei compiti, a occuparsi della promozione è il comitato di gestione. Non va però sottovalutato il ruolo dei fondatori, che possono svolgere il ruolo di “ambasciatori” dell’iniziativa dopo aver individuato, grazie al confronto con l’esperto, i canali di networking più efficaci. La comunicazione in senso stretto sarà invece seguita da un ufficio stampa.

Gli ultimi passaggi: votazione e premiazione

Tra le tempistiche che il comitato di gestione è tenuto a individuare vi sono anche quelle relative alla votazione e alla premiazione. In linea di massima, la premiazione non dovrebbe avvenire a grande distanza di tempo dal momento in cui è stata effettuata la selezione, e comunque non oltre sei mesi dalla stessa.

Per ciò che riguarda le modalità della votazione, l’esperienza dei premi letterari italiani e stranieri dimostra come vi sia una grande varietà di modelli: al momento della redazione del regolamento, i fondatori si confronteranno con l’esperto in concorsi letterari per scegliere quello più adatto a soddisfare gli obiettivi del premio. Una volta scelta la modalità più adeguata, essa verrà messa per iscritto nel regolamento e ribadita, di edizione in edizione, dal bando.

È essenziale che garantire la massima trasparenza, perché da ciò dipende la credibilità dell’iniziativa. Idealmente, si dovrebbe prevedere che la votazione avvenga in seduta pubblica (soluzione, che garantisce anche un maggior coinvolgimento del pubblico).
Qualora ciò non sia possibile, magari a causa del numero elevato di giurati, una possibile soluzione è quella di effettuare lo spoglio delle schede durante la serata della premiazione.

Il comitato di gestione e il fondatore, infine, pianificheranno lo svolgimento della cerimonia di premiazione. Ad essi spettano la scelta del luogo e l’individuazione delle personalità chiamate ad intervenire, decisioni che verranno prese in coerenza con l’identità del concorso e con i suoi obiettivi. I dettagli amministrativi verranno curati dalla segreteria organizzativa.

Padova 28 maggio 2011Premio Letteratura Campiello – Selezione cinquina – Aula Magna Palazzo Bo

Gli ingredienti di un concorso letterario di successo

Da quanto finora detto emerge un dato: la macchina organizzativa alle spalle di un con-corso letterario è una macchina sofisticata.

Aver cura dei singoli ingredienti e far sì che essi lavorino in armonia gli uni con gli altri è ciò che garantisce il successo del concorso letterario, ciò che gli permette di imporsi all’attenzione dei concorrenti, degli addetti ai lavori, del pubblico e del territorio.

La complessità finora illustrata potrebbe spaventare. E di certo un concorso di successo, lo si è detto tante volte, non si improvvisa: è necessario partire col piede giusto e curare ogni passo, perché una scelta non adeguatamente ponderata potrebbe avere conseguenze non volute. Come in ogni attività, tanto più si investe – non solo in denaro, ma anche e soprattutto in tempo ed energie – quanto più si raccoglieranno risultati.

Tuttavia, non bisogna neppure farsi scoraggiare. Le tante iniziative di promozione della cultura che fioriscono nel nostro paese sono lì a dimostrare che questa è una strada percorribile. L’importante è affidarsi ad una brava “guida”, che sappia indicare – per restare in metafora – i percorsi più sicuri e più gratificanti.

Se alla base c’è un’idea solida e si sceglie la persona più adatta a raffinarla, valorizzarla e renderla reale, un premio letterario può diventare realtà in tempi relativamente brevi. E soprattutto può diventare un appuntamento che durerà nel tempo, creerà relazioni virtuose e farà crescere tutti coloro che a vario titolo vi sono coinvolti.

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